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La
chiesa di San Nicola è la piu’ piccola di Valsolda. La
dedicazione a questo Santo risulta naturale per il fatto che è
da sempre considerato il protettore della gente che utilizza le vie
d’acqua.. Secondo la leggenda il suo corpo fu trafugato e trasportato
via mare dall’Oriente a Bari. Una sua piccola statua con in mano
lo stipetto delle elemosine si trova sul muro esterno sud, entro una
nicchia.
L’interno, modesto, presenta nel presbiterio alcuni affreschi
interessanti: San Nicola ordina la distruzione di un tempio pagano,
con un San Nicola stranamente somigliante a San Carlo Borromeo; Due
preti, in barca con un’anfora d’olio, sono colti da una
tempesta scatenata dal diavolo nelle sembianze di una donna; i due pregano
San Nicola (in alto, su una nuvoletta) di soccorrerli; seguendone il
consiglio rovesciano l’anfora nel lago: invece dell’olio
ne escono tanti diavoletti neri, e la situazione si normalizza.
Affacciate alla veranda sulla strada sono tre ragazze che il padre non
riesce a sposare perchè non ha i soldi per la dote, e che quindi
vuole mandare a prostituirsi. Passa il Santo e getta sul davanzale una
borsa di monete. La scena è molto fresca e vivace.
Dalla parte superiore del paese una strada, proveniente da Loggio, porta
al cimitero e all’antistante Oratorio di San Carlo, eretto in
occasione della canonizzazione dell’arcivescovo. Oltre l’Oratorio
la strada continua fino a Cima, un tempo lembo estremo della Valsolda,
“La Cima” appunto.
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