Nel Settecento un facoltoso imprenditore edile, Carlo Francesco Pizzoni attivo a Torino, fece erigere al centro del paese l’oratorio del Beato Simonino, ora dei SS Innocenti, tuttora esistente, a suo tempo corredato di una ricca dote. Sembra che la scelta di questa figura (un bambino del cui assassinio fu accusato un gruppo di ebrei, storia poi accantonata) non fosse stata dettata da spirito antigiudaico, ma piuttosto per il fatto che il padre di Simonino era un conciatore di pelli, cosa che si accorderebbe con la dedicazione della parrocchiale a San Bartolomeo, patrono dei cuoiai.