San Mamete è, per un’antica tradizione, chiesa prepositurale gestita da un arciprete.
L’interno è il risultato delle ristrutturazioni del 1637 e del 1929,
L’altar maggiore copre alla vista un’antica “Madonna con Bambino e S. Mamete”, affrescata sulla parete absidale. Nel presbiterio sono raccontate storie della vita di San Mamete, pastore ed eremita, protettore delle greggi, dal culto diffuso sopratutto nelle Gallie e giunto al di quà delle Alpi in epoca merovingia (V-VI sec.). Sopra il pulpito di sinistra, immagini celebrative di personaggi dell’ordine domenicano a cui era appartenuto San Pietro Martire, persecutore degli eretici, a cui è dedicato l’altare piu’ importante della chiesa (2°altare a sinistra). Pietro da Verona, padre domenicano vissuto nel XIII sec., fece della lotta contro le eresie lo scopo della sua vita. Nella Valsolda, che aveva dato rifugio ai Catari, si era costituita una confraternita a suo nome, a cui si deve la donazione di questo altare. Vi è rappresentata una “Pietà”, con a fianco il Santo titolare, colpito al capo e alla spalla dal sicario e, dall’altro lato, San Domenico, patrono dell’Ordine. Il mandante dell’assassinio di Pietro da Verona fu Stefano Confalonieri, castellano di Albogasio, grande protettore dei Catari.